Noi andiamo all’asilo nido

Noi andiamo all’asilo nido

Molti genitori con i loro piccolini in queste settimane iniziano una nuova avventura, quella dell’asilo nido. L’inserimento al nido è sempre accompagnato da emozioni forti e contrastanti perché sopra ogni cosa papà e mamma vogliono essere sicuri che il loro bimbo sia sereno nel nuovo ambiente.
Al nido i bambini si confrontano con i loro coetanei, imparano a stare in comunità e crescono divertendosi. Questa può essere un’esperienza positiva non solo per il piccolo, ma anche per i suoi genitori.

Su questo tema ho scritto un articolo per DireFareAggrefare che potete leggere qui.

La mente relazionale del bambino

 E solo attraverso la conoscenza della mente dellaltro che il bambino sviluppa il pieno possesso della natura degli stati mentali  (Hegel)

Attaccamento e mentalizzazione
Nella prima infanzia la relazione con le prime figure di attaccamento è basilare per lo spiegarsi di un adeguato senso del sé e della capacità di relazionarsi con i propri simili (per saperne di più: attaccamento e amore)
Strettamente legato e conseguente alla teoria dell’attaccamento vi è il concetto di mentalizzazione. Con questo ci si riferisce, in termini psicologici, alla capacità di saper rispondere ad un comportamento considerando lo stato mentale dell’altro o più semplicemente per dirla come Fanagy, padre della mentalizzazione, ”Tenere a mente la mente propria e altrui.
Questa capacità è il punto di partenza per lo spiegarsi di una vita relazionale e per lo sviluppo del senso del sé.
Anche in questo caso la madre o chi si prende cura del piccolo dai primi giorni di vita ha un ruolo fondamentale.

Amore materno e funzione riflessiva
Quando il piccolo ride, la mamma ride insieme a lui. Tale rispecchiamento affettivo serve per mostrare e comunicare al bimbo che lei comprende cosa egli prova, permettendo così al neonato di sperimentare fuori da sé l’emozione per poi interiorizzarla.
Diverso è il caso in cui il bambino esprime un affetto negativo come la paura. In questa occasione la funzione della madre non è di mostrare anche lei paura, ma di rendere meno angosciosa l’esperienza, facendo un lieve sorriso insieme al rispecchiamento dell’emozione negativa. Il bambino interiorizzerà così le risposte di rispecchiamento materno del suo stato di disagio, potendo organizzare e creare le rappresentazioni mentali delle sue emozioni.
Questo processo di rispecchiamento emotivo permette al piccolo di vedere fuori da sé ciò che sta vivendo dentro e creare così un collegamento tra il suo stato mentale e la realtà.
Nel caso in cui la madre o chi se ne prende cura non mostri una buona capacità riflessiva, quindi non sia capace di riflettere correttamente gli affetti del bimbo come sopra descritto, allora egli non saprà differenziare tra pensieri, emozioni e realtà esterna sviluppando un senso di vuoto interiore.

La socialità e l’empatia nel bambino
Un piccolo che ha sviluppato uno stile di attaccamento sicuro, grazie ad una madre che rispecchia adeguatamente gli stati mentali del figlio riconoscendone emozioni, pensieri e desideri, sarà capace durante la crescita di distinguere tra realtà mentale e realtà esterna riuscendo così a dare significato alle situazioni in base non solo ai propri stati mentali, ma anche a quelli altrui.
I meccanismi neurobiologici alla base di tale capacità riflessiva chiamano in causa i neuroni specchio. Queste cellule si attivano sia quando compiamo una determinata azione, sia quando osserviamo un altro individuo che mette in atto lo stesso comportamento. Il cervello non solo “registra” le sequenze comportamentali dell’altro, ma anche lo stato emotivo. Grazie ai neuroni specchio è possibile comprendere le azioni e gli stati mentali altrui in modo tale da sviluppare lintersoggettività e lempatia.
La prima relazione significativa che ognuno di noi vive alla nascita è con la mamma o chi ne fa le veci. Ecco perché lo stile di attaccamento e la capacità riflessiva dell’adulto rivestono un ruolo così importante nella crescita, nel dispiegarsi del senso di sé e nella possibilità di entrare in relazione con gli altri da bambini, adolescenti e adulti.